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Corte di Cassazione

Per la Corte di Cassazione chi spia la posta elettronica dell'ex convivente commette il reato di violazione di corrispondenza.

 

 

Con la sentenza n. 12603 del 02/02/2017 la Corte di Cassazione ha affermato che integra il reato di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza (art. 616 cod. pen.) la condotta di colui che, entrando nell'archivio di posta elettronica dell'ex convivente, prende cognizione del contenuto della corrispondenza telematica intercorsa tra la medesima ed un terzo soggetto. 

Per la Corte, dunque, il soggetto che accede nella casella di posta elettronica dell'ex convivente non commette il reato di cognizione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche punito dall'art. 617 c. 1 c.p. con la pena della reclusione da 6 mesi a 4 anni, bensì quello meno grave previsto dall'art. 616 c.p., nell'ipotesi semplice disciplinata dal primo comma, la pena della reclusione fino ad 1 anno o la multa da € 30 a € 516.